1917 | Recensione

in un setaccio a navigare…

1917” è probabilmente l’opera più intima di Sam Mendes. In queste due ore il regista veicola una ”poetica del conflitto” che in un primo momento può non essere colta ma che, alla seconda visione della pellicola, permette di ravvisare un altro, incantevole film.

17 Aprile 1917, Prima Guerra Mondiale.

I giovani caporali William Schofield e Tom Blake, ormai stremati dalla guerra hanno un’ultima, pericolosa missione da portare a termine. I due camerati dovranno attraversare il territorio nemico per recapitare al colonnello MacKenzie un messaggio atto a eludere la trappola ordita dai Tedeschi e salvare così le vite di 1600 alleati.

Schofield e Blake nelle trincee dei territori alleati in Francia, 1917 Sam Mendes
Schofield e Blake nelle trincee dei territori alleati in Francia

Con un falso piano sequenza il regista ci accompagna per tutta la durata del film dandoci quasi l’impressione di essere vicino agli eventi narrati e alla sofferenza che ne scaturisce…
Passiamo dunque dalle opprimenti e claustrofobiche trincee di combattimento alla vastità e desolazione delle ”terre di nessuno” ma, per qualche motivo, non ci perdiamo d’animo. Perchè?

 “La speranza è una cosa pericolosa. “

Colonnello MacKenzie al caporale Schofield

La speranza è pericolosa ma è l’unica prospettiva in grado di tenerci in vita, persino nelle situazioni più miserabili. Per sopravvivere i due protagonisti si aggrappano ai ricordi, vivono nel passato perchè è la cosa più simile al futuro che tanto auspicano di riabbracciare.
In un mondo di morte, paesaggi devastati e disperazione il genio di Sam Mendes ci ricorda, con un incredibile metafora, che nulla dura per sempre, neanche il male.

1917 Sam Mendes
Schofield e Blake davanti a un piccolo frutteto andato distrutto

‘Mamma ha un piccolo frutteto a casa, si tratta di pochi alberi. Questi non sono morti, quando il seme marcirà cresceranno più numerosi di prima.”

Tom Blake

il simbolismo di mendes

L’impronta del regista c’è e si vede: tornano i fiori e con loro i petali che cadono dall’alto, già presenti in “American Beauty“, simboli delicati in grado di scuotere l’anima ie di ricordarci che, a volte, sono le cose che noi reputiamo più insignificanti che ci danno una ragione per rialzarci e lottare di nuovo.

Più sottile ma rinvenibile è la critica alla futilità delle onoreficenze e dunque al lato ”materialistico” di una guerra che, per quanto medagliata, distrugge lo spirito e il corpo sottintendendo come la decorazione sia in realtà un modo di addolcire un boccone che graverà per sempre sulla coscienza, che rimarrà indelebile.

1917 Sam Mendes
Primi minuti di ”1917

Tutti gli alberi che vediamo nel film sono stati abbattuti, tranne quello sul quale poggia la testa Schofield prima di essere reclutato per la missione e quello sul quale si concederà pace alla fine del film, ricordando la strada percorsa e l’amico caduto, con la vana consolazione che il fratello di quest’ultimo sia vivo e possa onorarlo e portare alla madre la sua memoria. Un’ultimo pensiero va però alla sua famiglia che, come mai prima di allora, aveva desiderato riabbracciare.

VOTO:8,3

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