Il cinema delle avanguardie

ATTO SETTIMO | IL CINEMA DELLE AVANGUARDIE

PROLOGO

Il 1916 è un anno molto particolare, l’anno della nascita del movimento Futurista. Il movimento si sviluppa qui in Italia in seguito alla pubblicazione del manifesto futurista.
Le opere di questo movimento non sono di particolare di valore artistico e in più quelli appena prodotti vengono considerati subito vecchi e datati, per questo motivo non ne rimarranno molti…
Vediamo per la prima volta una pellicola futurista proprio in questo anno, 1916, ad opera di Arnaldo Ginna. “Vita Futurista”.
In questo film si ritrovano tutti gli stilemi rimarcati dal movimento, la ricerca di un linguaggio nuovo, slegato dalla bellezza classica ormai considerata vecchia e soffocante.
È proprio questo movimento che da inizio a tutte le avanguardie che di li a poco pervaderanno tutto il territorio europeo.

Personaggi

Arnaldo Ginna
Hans Richter
Marcel Duschamp
Fernand Leger
Renè Clair
Andrè Breton
Luis Bunuel

ASTRATTISMO E CUBISMO

Luogo Germania e Francia
Tempo 1921-1927

Rhythmus 21 (movimento astrattista)
Rhythmus 21

La prima avanguardia nasce in Germania, parallelamente alla nascita del Kammerspiel e dell’Espressionismo, ed è l’Astrattismo, il cui padre fondatore è Vasilij Kandinskij.
Nasce dalla volontà di negare la rappresentazione della realtà per esaltare invece i sentimenti, tramite forme, linee e colori.

Nel cinema si ha la completa sostituzione della narrazione e il susseguirsi di immagini geometriche, luci in movimento.
“Rythmus 21” è il primo vero e proprio film astrattista, ad opera di Hans Richter.
Una via di mezzo tra l’astratto e il concreto è “Sinfonia di una grande città” del 1927 diretto da Walter Ruttmann. Non viene narrata alcuna storia ma al posto della luce e dei colori il regista usa e valorizza i rumori degli uomini, oggetti e luoghi della città, composti secondo un ritmo musicale.

Questo movimento influenzerà il cinema narrativo e commerciabile soprattutto nella ricerca del raccontare il non raccontabile.

Le Ballet Mecanique (movimento cubista)
Le Ballet Mecanique

Ben presto anche il Cubismo, ormai affermatosi come corrente artistica, entrerà a far parte del mondo del cinema e verrà influenzato proprio dal cinema astratto.

La prima pellicola cubista è “Le Ballet Mecanique” di Fernand Leger, del 1924 e anche qui, come nelle opere astrattiste, non troviamo una vera e propria narrazione, ma solo una danza libera di corpi o oggetti scanditi dal ritmo.
Il cinema si sta allineando sempre di più al dover raccontare una storia grazie a ripetizioni, accelerazioni, rallentamenti grazie ai quali anche le azioni più semplici acquisiscono significati diversi.

L’inquadratura dell’occhio diventa manifesto del movimento cubista, simboleggia il modo di guardare degli artisti dell’avanguardia, argomento sviluppato più tardi dal movimento surrealista.

DADAISMO E SURREALISMO

Luogo Svizzera e Francia
Tempo 1916-1928

Entr'Acte (movimento dadaista)
Entr’Acte

Il Dadaismo invece si estenderà soprattutto a Zurigo a partire dal 1916 e fonda le sue basi nella ricerca di una totale libertà da un qualsiasi rapporto col passato.
Entr’acte di Renè Clair ne sancisce l’affermazione. Il film è composto di sole immagini senza un apparente filo logico, immagini che creano un balletto visivo.
Ritroviamo in quest’opera tutte le vecchie attrazioni del cinema: la sovraimpressione, il rallenty, l’accelerata e la sparizione.

L’assoluta libertà espressiva però stanca presto ne determina velocemente il declino.

Un Chien Andaloux (movimento Futurista)
Un Chien Andaloux

Da un ramo del Dadaismo germoglia il Surrealismo, il movimento più produttivo e pingue di questi anni.

Viene considerato il fondatore del Surrealismo Andrè Breton il quale, influenzato dal libro di Freud “L’interpretazione dei sogni”, si impegna nel creare un’estetica basata sul brutto, sullo sporco.
I soggetti dei film diventano per la prima volta argomenti banditi come la sessualità, l’inconscio, la pazzia.

I massimi esponenti tuttavia sono Luis Bunuel e Salvador Dalì che insieme realizzano, nel 1928, “An Chien Andaloux” che diventa ben presto il film simbolo del movimento surrealista.
Il film sembra un mero susseguirsi di scene sconnesse, sono scene che però nascondono un forte significato, leggibile e interpretabile attraverso la psicanalisi. Il montaggio narrativo viene usato per confondere lo spettatore invece che far avanzare la storia linearmente.
La scena del taglio dell’occhio simboleggia la rivoluzione surrealista che guarda l’occhio dello spettatore per fargli vedere quello che non ha mai visto.

Nelle opere surrealiste non vi è, nel movimento, il totale rifiuto di voler narrare, forse è per questo che questo movimento è stato più duraturo degli altri.

TELA

Se ti sei perso gli scorsi episodi di questa rubrica eccoti il link: https://www.cinecoils.com/sezione/storia-del-cinema/

Ecco dove puoi trovare i libri da cui abbiamo preso ispirazione:
Manuale del film: Linguaggio, racconto, analisi https://amzn.to/3c2oBNU
Manuale di storia del cinema https://amzn.to/2wlW1rM

Altrimenti puoi sempre fare il periodo di prova gratuito, di 30 giorni, ad Amazon Prime Video iscrivendoti gratis a questo link: http://www.amazon.it/provaprime?tag=cinecoils21-21

No Comments

Post A Comment