Cinema Europeo (1905-1915)

ATTO SECONDO | L’EUROPA DELL’ ANTEGUERRA

Personaggi

Sjöström
Pastrone
Cohl

SCENA PRIMA

Luogo : Uppsala
Tempo 1912-1921

Uppsala , cinema in fabula Victor Sjöström
Uppsala, Svezia

Ero curioso della nuova forma d’arte, e convinto delle sue possibilità. Avevo visto una volta, in un film statunitense, una scena che mi aveva fortemente impressionato. La ricordo ancora chiaramente: un giovane stava all’incudine battendo il ferro. La moglie l’aveva abbandonato ed egli non l’aveva più vista da anni. Quando lei compariva improvvisamente nell’officina egli nell’alzare gli occhi dal lavoro incontrava lo sguardo della moglie. Fu proprio quello sguardo a convincermi delle possibilità del cinema: la faccia del fabbro era illuminata dal basso, cosa che non sarebbe mai stata realizzata in teatro, pensavo.

Victor Sjöström

Victor Sjöström

Victor Sjöström è padre indiscusso del cinema svedese, classificandosi come uno dei maestri del cinema mondiale. La sua influenza sopravvive nel lavoro di Ingmar Bergman e tutti quei registi, sia svedesi che internazionali, impressionati dal suo lavoro e dalle opere dei registi che lui stesso ha suggestionato.
Il motivo per cui Sjöström è diventato famoso a livello internazionale è stata la ricchezza delle sue opere, che erano colme di tenuità psicologiche e simbolismo naturale il quale viene integrato nelle imprese nel loro insieme. Ha affrontato temi importanti come la colpa, la redenzione e il ruolo in rapida evoluzione delle donne all’interno della società.

La compagnia cinematografica svedese Svenska Bio assume Sjöström per dirigere le immagini, e dal 1912 al 1915 dirige 31 film. Ne sopravvivono solo tre, circa l’80% del lavoro risulta infatti irreperibile. Ha diretto ”Il calvario di una madre” (1913), considerato il primo classico del cinema svedese.

Il suo film ”Il carretto fantasma” (1921)  (The Phantom Chariot Körkarlen) è stato un capolavoro acclamato a livello internazionale capace di attirare l’attenzione e suscitare l’interesse del panorama hollywoodiano.

SCENA SECONDA

Luogo Italia
Tempo 1905-1915

Torino, cinema in Fabula (Victor Sjöström, Pastrone e Cohl)
Torino

A partire dal 1905, la cinematografia italiana conobbe un momento di crescita e consolidamento anche a livello mondiale. case di produzione erano già attive a Torino ed a Roma, ma da questo momento si assiste alla crescita del loro numero. Se molti film italiani simultanei appaiono come remake di film francesi dell’epoca, ciò si deve alla mancanza di tecnici specializzati che indusse le produzioni italiane ad assumere personale dall’estero.

Giovanni Pastrone (Victor Sjöström, Pastrone e Cohl)

Già nel 1908 l’ Ambrosio Film di Torino produceva il primo film italiano di genere epico-storico: Gli ultimi giorni di Pompei, il quale riscosse enorme successo anche oltre i confini nazionali. Un bienno più tardi un altro grande successo arrivò con La caduta di Troia, un film in tre rulli (immensità per quell’epoca) diretto da Giovanni Pastrone.

Nel 1914 Giovanni Pastrone poté così dirigere il più grande colossal della storia del cinema: Cabiria. Ambientato nella Cartagine del III secolo, il film aveva una durata superiore alle tre ore e per girarlo furono impiegate centinaia di figuranti, effetti speciali, scenografie colossali, vennero utilizzati persino dei pachidermi. La sceneggiatura venne invece firmata dal poeta e scrittore Gabriele D’Annunzio.

L’importanza di Cabiria nella storia del cinema è legata soprattutto al largo ricorso che Pastrone fece dell’uso del carrello e della profondità di campo, dovuti soprattutto all’esigenza di inquadrare e valorizzare le mastodontiche scenografie proposte. Cabiria contribuì una volta per tutte a sdoganare i movimenti di macchina che da allora cominciarono ad essere sempre più ricorrenti e complessi. Griffith si ispirò proprio al carrello alla Cabiria per la realizzazione dei suoi più celebri lungometraggi.

SCENA TERZA– LA NASCITA DELL’ANIMAZIONE

Luogo Parigi
Tempo 1905-1915

Parigi, Cinema in Fabula  (Victor Sjöström, Pastrone e Cohl)
Parigi

In Francia Émile Cohl, prendendo a modello l’opera di J. Stuart Blackton, realizzò nel 1908 ”Fantasmagorie”.

Fantasmagorie è uno dei primissimi esempi di animazione tradizionale, considerato dagli storici del cinema come il primo cartone animato della storia

Consiste, sostanzialmente, nella proiezione di una figura stilizzata, che si muove incontrando una serie di oggetti che mutano, come, ad esempio, una bottiglia di vino che si trasforma in un fiore. Vi è anche una parte girata dal vivo, in cui entrano in scena le mani dell’animatore. I personaggi principali del cartone animato sono un clown e un gentleman.

A differenza del suo maestro, Cohl disegnava figure nere su fogli bianchi, proiettando la pellicola in negativo fornendo l’impressione che i suoi disegni fossero realizzati su delle lavagne proprio come quelli del regista britannico. La sue animazioni hanno quella fluidità di movimento che ancora non era stata ottenuta negli esperimenti precedenti.

Emile Cohl  (Victor Sjöström, Pastrone e Cohl)

Émile Cohl come molti altri che seguirono,fu pregiato autore di fumetti,vignette e illustrazioni. Nel corso della storia del cinema sono innumerevoli i personaggi passati dalla carta allo schermo. L’arte fumettistica e il cinema di animazione restano fortemente saldati l’uno all’altro. Anche il cinema classico ricorre sovente a disegnatori esperti per trasformare sceneggiature in storyboard.

Nel 1918 a 61 anni si arruola in una unità dell’esercito statunitense in Francia; finita la guerra, lasciò Éclair e si dedicò al documentario, riprese nel 1921 un suo personaggio nel cortometraggio Fantoche cherche un logement ma senza il successo degli esordi e presto finì in povertà, trascorrendo i suoi ultimi decenni dimenticato in un ospizio.

TELA

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