DOCTOR SLEEP | Recensione

DOCTOR SLEEP | Recensione

DOCTOR SLEEP: Noia, Unico demone pervenuto

Nonostante le buone premesse, dovute al trailer e al cast principalmente, Doctor Sleep non riesce a entusiasmare un granchè.
Di sicuro non ci si aspettava che potesse reggere il confronto con il capolavoro immenso di Stanley Kubrick, ma almeno si pensava che potesse essere un seguito perlomeno dignitoso.

Mike Flanagan riesce a firmare un’opera che non solo non crea picchi emotivi o quantomeno qualche momento di suspense, ma addirittura a livello tecnico sembra mancare di qualcosa.

Ewan McGregor nei panni di Danny Torrance, Doctor Sleep
Ewan McGregor nei panni di Danny Torrance, Doctor Sleep

Partiamo innanzitutto dalla trama.

Vengono riprese le vicende da dopo gli avvenimenti dell’Overlook Hotel. Qui vediamo la crescita di Danny e le conseguenze che ha avuto questa sventura.
Danny cresce come un alcolizzato, fa la vita da mendicante, ormai la sua luccicanza sembra persa.
Un giorno però, dopo essere stato in comunità, conosce una ragazzina con un potere simile se non più forte del suo. Lui, come aveva fatto precedentemente Dick Halloran (Carl Lumbly), dovrà proteggerla dai demoni millenari che si cibano di questi “poteri”.

Il discorso di base sarebbe anche interessante, ovvero la conservazione e la coltivazione del proprio “potere”, allegoria del talento, peccato venga portato avanti in maniera superficiale e del tutto fuorviante.
I demoni devono nutrirsi per forza di cose di questi talenti, è la loro natura dopotutto, e la regia sembra fare di tutto per farci entrare in empatia con loro. Durante tutto il film, infatti, non si sa bene da che parte stare.

Rebecca Ferguson nei panni di Rose the Hat, Doctor Sleep
Rebecca Ferguson nei panni di Rose the hat, Doctor Sleep

Doctor Sleep non da mai l’idea di voler accelerare, le scene si susseguono quasi sempre senza cognizione di causa e talvolta i pretesti sono davvero superficiali. In particolar modo l’arrivo alla scena finale, prevedibile e senza un minimo di tensione. Questo denota una sceneggiatura raffazzonata con errori davvero grossolani.

Le uniche note positive sono le performance degli attori principali, Ewan McGregor (Danny Torrance) e Rebecca Ferguson (Rose the hat) in particolare, e della piccola protagonista Kyliegh Curran (Abra Stone) alla sua prima apparizione in un lungometraggio.

Detto questo, Mike Flanagan non riesce a dare un’impronta personale al film, anzi sembra quasi voler ricalcare le orme di Kubrick senza riuscirci, rendendo del tutto anonima la pellicola. Inoltre un film in cui le scene più interessanti sono spezzoni presi dal prequel non può essere a mio avviso considerato un buon film, di conseguenza la mia valutazione è 4/10.

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