Espressionismo Tedesco

ATTO QUINTO | L’ESPRESSIONISMO TEDESCO

Personaggi

Robert Wiene
Paul Wegener
Friedrich Wilhelm Murnau

SCENA PRIMA

Luogo : Germania
Tempo 1915-1920

Il Gabinetto del dottor Caligari L'espressionismo tedesco (Wiene, Wegener e Murnau)
Frame de Il Gabinetto del Dottor Caligari

In questi anni la produzione cinematografica tedesca è favorita dall’inflazione del marco e questo permette la produzione di colossal a basso costo. Inoltre il governo tedesco impedendo l’importazione di film esteri favorisce la produzione nostrana.
Questo movimento, l‘Espressionismo, è apparso per la prima volta qualche anno fa, nel 1908, nella pittura e nel teatro, proprio qui in Germania e si caratterizzava per l’utilizzo di colori piatti e luminosi, espressioni grottesche e angosciate e in particolare venivano utilizzate immagini distorte.

Nel cinema tutto comincia con un film di Stellan Rye e prodotto da Paul Wegener, Lo studente di Praga. L’opera, grazie al suo grande successo, rende popolare il genere horror e fantastico.

Robert Wiene, espressionismo tedesco

Siamo nel Febbraio del 1920 e nelle sale viene proiettato un film di Robert Wiene, Il Gabinetto del Dottor Caligari. L’originalità dell’opera colpisce subito il pubblico tedesco e internazionale, grazie all’uso di lunghe inquadrature fisse e poco montaggio che restituisce un’idea di bidimensionalità e oppressione.
La storia di accuse reciproche tra i personaggi è già di per sé delirante, ma quello che scuote lo spettatore è la caratterizzazione delle inquadrature, che utilizzando la tecnica dell’angolo olandese creano scenografie allucinate dalla geometria non euclidea, con forme appuntite, ombre minacciose, strade serpentine che diventano vicoli ciechi.

Wiene sublima tutti i canoni che fino ad ora hanno caratterizzato il movimento, ed è per questo che, in ambito locale e internazionale, questa pellicola viene considerata l’apoteosi dell’Espressionismo.
Delluc rimane particolarmente colpito dalla pellicola che prova a definirne il ritmo scrivendo

Prima lento, deliberatamente laborioso, vuole snervare l’attenzione. Poi, quando iniziano a girare le onde dentate della “Kermesse”, la cadenza balza, accelera, scorre e non ci lascia che con la parola “fine”, secca come uno schiaffo.

SCENA SECONDA

Luogo Germania
Tempo 1920

Il Golem, espressionismo tedesco
Frame de Il Golem – Come venne al mondo

L’Espressionismo punta tutto sulla messa in scena, scenografie deformate, le inquadrature composte come se fossero quadri dove gli attori diventano parte integrante della scenografia. Il ritmo viene rallentato per permettere allo spettatore di esplorare la scena. Viene girato tutto in studio, per aver controllo della scenografia, e anche perchè il contenuto si presta a racconti sovrannaturali e misteriosi.

Paul Wegener, espressionismo tedesco

In questo periodo Paul Wegener sperimenta diversi effetti speciali come l’effetto fantasma, effetto che dava l’idea del doppio grazie alla doppia esposizione.
Grazie a questi esperimenti dirige e interpreta il prequel di un suo stesso film (Der Golem), Il Golem – Come venne al mondo,
Il film narra la storia della creazione del leggendario mostro d’argilla per mano dell’alchimista rabbino Benjamin Yehuda Loew, per fronteggiare le persecuzioni contro il popolo del ghetto di Praga.
L’opera ha un successo tale che Paul Wegener viene addirittura additato come il Golem mentre cammina per i sobborghi di Amsterdam.

Questa pellicola è piena di trucchi tecnici, chimici e fisici. Le sovrimpressioni erano preparate ed eseguite nella stessa macchina da presa al momento delle riprese.
Inoltre la creazione delle scenografie, in studio, viene facilitata dall’introduzione dell’effetto Schuefftan che si basa sull’utilizzo di cartoni disegnati riflessi da specchi e quindi ingigantiti, riflessi che poi diventeranno gli sfondi delle scene e parte delle inquadrature. Nella restante parte si muovono gli attori.

SCENA TERZA

Luogo Germania
Tempo 1922-1927

Nosferatu, espressionismo tedesco
Frame di Nosferatu il vampiro

In contemporanea in Germania si sviluppa un altro movimento opposto all’Espressionismo: Il Kammerspiel. Il movimento fonda le sue basi sul primo piano e quindi nell’evidenziare le emozioni dei personaggi.

Friedrich Wilhelm Murnau, espressionismo tedesco

Murnau si fa portavoce del Kammerspiel, liberando la cinepresa dalla staticità del trepiede ma non si dimentica del tutto dell’Espressionismo e da esso prende la fascinazione per le storie cupe.
Questo lo porta a girare Nosferatu il vampiro, un libero riadattamento del libro Dracula di Stoker (1897).
Film in cui le scenografie espressioniste si fondono alla perfezione con la mobilità della cinepresa.
L’opera ha un grandissimo successo però la vedova di Stoker intenta causa per violazione dei diritti e vince, facendo eliminare ogni copia del film. Murnau riesce però in qualche modo a nasconderne clandestinamente una.

Due anni più tardi Murnau gira L’Ultima Risata, abbracciando totalmente il Kammerspiel. La cinepresa è molto mobile, pedina quasi i personaggi.
Non ha alcuna funzione narrativa, serve da lente d’ingrandimento sui personaggi, un’osservazione con distacco.
L’uso frequente di panorami, carrelli e riprese dall’alto crea un turbine visivo, la cinepresa sembra infatti un animale curioso che si muove tra i protagonisti.

Con la ripresa del marco tedesco e lo stop al divieto d’importazione le produzioni diventano sempre più costose e questo porta alla fine dell’Espressionismo. Metropolis di Fritz Lang di fatto chiude l’esperienza espressionista tedesca. Con queste crisi molti cineasti si muovono verso gli Stati Uniti dove sono già noti e sicuramente molto apprezzati.

TELA

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