I morti non muoiono di Jim Jarmusch | Recensione

I morti non muoiono di Jim Jarmusch | Recensione

i morti non muoiono: Jim Jarmusch, dalla B alla Z


Primo film di zombie di Jarmusch, non compreso appieno dal grande pubblico che gli ha riservato diverse critiche sprezzanti.

Il regista fa affidamento sui suoi attori “feticcio”, in particolare si serve della magnifica Tilda Swinton (Zelda Swinton nel film), del sontuoso Adam Driver (agente Ronald Peterson) e dell’immortale Bill Murray (agente Cliff Robertson), per raccontare una tipica storia di invasione zombie.

Adam Driver e Bill Murray nei panni di Ronald Peterson e Cliff Robertson,, I morti non muoiono

Le vicende sono ambientate nella pacifica cittadina di Centerville, in Ohio, dove i nostri protagonisti, a seguito dello spostamento dell’asse terrestre, si ritroveranno ad affrontare un’apocalisse zombie.

I morti non muoiono segue gli stilemi classici dello zombie movie trattando tre temi principali, quello ecologico, quello sociale e quello metacinematografico. Per niente casuale la scelta di far avvenire quest’invasione a seguito di quello che nel film verrà chiamato il fraking terrestre, considerando anche il periodo storico attuale.

“Ma perchè ritornano in un grande magazzino? Deve essere l’istinto… il ricordo di quello che erano abituati a fare. Era un posto importante quando erano vivi”

In questa frase tratta dal film Zombie di George Romero si può trovare la chiave di lettura dell’opera di Jarmusch .

Il regista si incarica di portare avanti l’eredità romeriana sviluppandone i principi e applicandoli alla realtà materialistica contemporanea.
Difatti gli zombie compiono le stesse azioni che compievano quando erano ancora in vita, dando vita a sketch comici (ad esempio quando cercano il wi-fi) che spingeranno lo spettatore a trarre diversi spunti di riflessione.

Iggy Pop nei panni di uno zombie, I morti non muoiono
Iggy Pop nei panni di uno zombie, I morti non muoiono

Durante tutto il film si ha la sensazione che i personaggi si comportino in modo strano ma solo verso il finale verrà esplicitato il tutto e cinema comincerà a parlare si sè.
In particolare verranno analizzati i ruoli del regista, degli attori e del critico cinematografico. Ruoli incarnati rispettivamente da Tilda Swinton, Adam Driver, Bill Murray e Tom Waits (l’eremita Bob nel film).

In questo gioco delle parti spicca anche la traccia, The Dead Don’t Die di Sturgill Simpsons, il vero e proprio “motivo connettore” del film. Ormai sappiamo tutti in ogni pellicola del grande Jim come la colonna sonora venga sfruttata, ricordando soprattutto un capolavoro come Solo gli amanti sopravvivono.

Dal punto di vista tecnico nulla da dire, Jarmusch come suo solito gira con una regia classica, quadrata e senza inutili movimenti di macchina che avrebbero appesantito il tutto
Sceneggiatura ben scritta, nonostante possa sembrare che la trama non porti da nessuna parte, e funzionale alla narrazione dei sottotesti già citati prima.

In conclusione non posso fare altro che consigliare questo film, alla faccia delle incresciose critiche riservategli.
La mia personale valutazione quindi è 8.3/10

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