Il filo nascosto | RECENSIONE

Il filo nascosto, film scritto prodotto e diretto da Paul Thomas Anderson, parla di prostrazione e assuefazione esplorando il rapporto tra il rinomato stilista, Reynolds Woodcock, e Alma, un’ex cameriera.
La ragazza entra a far parte della vita dello stilista divenendo dapprima la sua musa e poi una sua opera d’arte.

Alma e Woodcock, Il filo nascosto
Alma e Woodcock, Il filo nascosto

Reynolds ha realizzato i miei sogni, e io gli ho dato in cambio ci? che desidera di pi?: ogni singola parte di me.

Alma, Il filo nascosto

Lo spirito tanto accondiscendente quanto egoista di Alma porta un’aria di rivoluzione e cambiamento nell’animo del protagonista, il quale si ritrova incastrato in una storia di amore tossico, amaro, necessario.
Necessario come ? necessaria l’arte per l’artista, e necessaria ? la possibilit? di alienarsi dal mondo e da s? stessi e vivere in potenza dell’atto di creare un qualcosa che rimarr? per sempre.

La mano del regista fa si che, come la mano dello stilista, si venga a creare un connubio quasi simbiotico e interdipendente tra i movimenti di macchina e i gesti di Reynolds quando lavora, andando ad enfatizzare la cura e l’amore per l’Arte, qualunque essa sia.

Alma e Woodcock, Il filo nascosto
Alma e Woodcock, Il filo nascosto

?Io amo colui che fa della sua virt? un’inclinazione e un destino funesto: cos? vuole vivere e non pi? vivere per amore della sua virt??

Nietzsche, Cos? parl? Zarathustra

Woodcock quando pensa, disegna e cuce diventa un ponte, una corda, un filo, lo stesso filo nascosto eppure in vivida forma che pende tra l’empireo e l’abisso, tra l’abbandono alla propria arte e la dipendenza dalla stessa, tra la vita e la non pi? vita.
Il filo nascosto ? quindi l’attimo poetico che intercorre tra l’idea dell’opera e la realizzazione della stessa, e Paul Thomas Anderson, ne elogia la fatalit?, in un film che pu? esser considerato uno dei pi? grandi capolavori del cinema contemporaneo.

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