Impressionismo Francese

ATTO QUARTO | L’IMPRESSIONISMO FRANCESE

Personaggi

Louis Delluc
Germaine Dulac
Jean Epstein

SCENA PRIMA

Luogo : Francia
Tempo 1920-1934

Parigi, Francia (impressionismo francese)
Parigi, Francia

Gli anni Venti furono in Francia teatro di numerosi movimenti ed avanguardie cinematografiche.
Il primo movimento a venire alla luce in Francia fu l’impressionismo, i quali fautori consideravano il cinema sia come forma di espressione distinta, sia come sintesi delle altre arti. La ricerca degli impressionisti si concentrò dapprima sugli elementi formali dell’immagine. Filtri, dissolvenze, variazioni di fuoco, specchi deformanti.. qualsiasi tipo di manipolazione dell’immagine poteva essere utile a questi registi per esprimere la soggettività dei propri personaggi, le loro emozioni, i loro pensieri, le loro impressioni.

Delluc (impressionismo francese)

Tra gli impressionisti Louis Delluc, ideologo del movimento, fu il più sobrio come possiamo vedere dal suo cortometraggio Fièvre (1921), egli utilizza in maniera molto cauta tutte quelle alterazioni dell’immagine di cui faranno molto spesso abuso i suoi contemporanei. Attraverso un attento e sofisticato uso delle luci e degli elementi scenici, egli tende a ricreare piuttosto delle atmosfere nelle quali si rispecchiano gli stati d’animo dei suoi personaggi.

Delluc, autoprodusse spesso tutte le sue pellicole di cortometraggio. Egli, infatti, sosteneva l’idea di un cinema indipendente, necessario all’artista per lavorare in piena libertà. Coerentemente a questo suo pensiero, non si indirizzò mai al circuito commerciale, destinando le sue opere ad un pubblico di nicchia, fatto di critici e appassionati di cinema. La sua breve filmografia, terminata nel 1924 a soli trentaquattro anni, e soprattutto la sua opera critica, fornirono un contributo notevole nel riconoscere al cinema il suo valore in quanto arte.

SCENA SECONDA

Luogo Parigi
Tempo 1923-1930

Parigi, Francia (impressionismo francese)
Parigi

Quasi sempre le sperimentazioni tipiche dell’impressionismo non interessavano l’intero film, bensì solo alcuni frammenti. I soggetti e le sceneggiature risultano piuttosto semplici e banali, l’innovazione linguistica degli impressionisti sta tutta nel modo di trattare queste storie. L’emergere di un ricordo nella mente del protagonista, un sogno, una reazione psicologica, offrono al regista la possibilità di rivelare il suo mondo interiore, ed è in questi momenti che il loro cinema diventa impressionista.

Dulac (impressionismo francese)

La Souriante Madame Beudet (1923) di Germaine Dulac è uno dei pochi esempi di film interamente impressionisti. Sposata ad un ottuso e brutale commerciante di stoffe, Madame Beudet ne è così esasperata da meditare il suo assassinio. La Dulac ricorre agli artifici più svariati per dipingerci le ossessioni, le ansie, la noia di questa figura femminile. Gli effetti di rallenty, le sovrimpressioni e gli specchi deformanti sono invece impiegati nella sequenza onirica che ci porta a visualizzare l’ossessione provata da questa donna per il proprio marito; mentre il vuoto interiore che Madame Beudet sente crescere dentro se stessa viene espresso con il suo volto avvizzito che si riflette in uno specchio a tre facce.

Tra il 1928 e il 1929 la Dulac si interessò alla relazione audiovisiva, realizzando alcuni cortometraggi: Étude cinématographique sur une arabesque, Disque 957 e Thème et variations, basata su brani di F. Chopin e C. Debussy, costituisce un esempio di quel cinema pur fondato sui concetti di movimento, ritmo e vita e sulla loro interazione che la regista teorizzò anche nei suoi scritti. Subito dopo, con l’avvento del sonoro, non potendo più realizzare i suoi progetti in piena libertà, la cineasta rinunciò a proposte più commerciali e decise di dedicarsi esclusivamente alla direzione di cinegiornali, lavorando negli anni Trenta prima per la Pathé Frères e in seguito per la Gaumont.

SCENA TERZA

Luogo Francia
Tempo 1923-1950

Louvre, Francia (impressionismo francese)
Louvre, Parigi

Jean Epstein, a differenza di Delluc, che riconosceva la fotogenia come una qualità “naturale” intrinseca dell’oggetto, la descive come un elemento proprio dell’immagine cinematografata. Per Epstein la fotogenia è l’essenza stessa del cinema, la bellezza colta nel suo continuo divenire e trasformarsi. La fotogenia esiste solo in quel movimento che il cinema è in grado di catturare e riprodurre. 

Epstein (impressionismo francese)

Nei suoi primi importanti lungometraggi L’auberge rouge e Cœur fidèle, entrambi del 1923, si rileva l’applicazione pratica di questo concetto. Entrambi questi film denotano come la ricarca stilistica di Epstein non coinvolga più soltanto gli aspetti fotografici dell’immagine, ma anche il ritmo e la struttura del montaggio. In una scena di Cœur fidèle, Jean guarda il mare mentre invano attende  Marie, la donna di cui è innamorato. Il volto di lei ci appare tra le onde, dovunque Jean posi il suo sguardo c’è Marie, comprendiamo così quanto grande sia la paura di quest’uomo di averla persa.

Questa scena, anche se sorprende per la sua raffinatezza estetica, fa ancora ricorso alla sovrimpressione. In altri momenti, però, Epstein fa ricorso al montaggio per esprimere i sentimenti dei propri personaggi. Siamo nell’osteria dove lavora Marie, Jean ha rivelato al genitore adottivo della ragazza la sua intenzione di sposarla suscitando l’ira di Petit Paul, un tipo poco raccomandabile, ma che è il fidanzato ufficiale di Marie. Jean viene accerchiato dal suo rivale e dai suoi compari, Epstein monta una serie di primi piani e dettagli: sguardi, pugni, progressivamente queste inquadrature si fanno sempre più brevi fino a comporsi di pochi fotogrammi, la tensione aumento fino a collassare nell’ultima inquadratura: un piano d’insieme che ci mostra Jean sconfitto allontanarsi.
Epstein durante la sua carriera ha realizzato numerose opere sperimentali approfondendo il tema di fotogenia e specificità artistica della Settima Arte.

TELA

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