Joker di todd philips | Recensione

Joker di todd philips | Recensione

JOKER, Una Gotham dall’asetticismo patologico

Joker, film di Todd Philips, narra la vita di Arthur, un clown di strada che soffre di riso patologico e schizofrenia. A causa di questo suo disturbo il protagonista subirà abusi che lo porteranno dapprima a un crollo mentale e poi a una liberazione.

Innanzitutto ciò che interessa del film è la messa in scena del regista che ci mostra, tramite anche delle citazioni scorsesiane sempre funzionali alla narrazione e mai decontestualizzate, una Gotham specchio della società contemporanea.

Evidenza di ciò sono due personaggi, Murray Franklin (Robert De Niro, non una scelta casuale) e Thomas Wayne (Brett Cullen), simboli rispettivamente del populismo e dell’indifferenza verso i più bisognosi.

Murray Franklin interpretato da Robert De Niro
Murray Franklin interpretato da Robert De Niro

Il film ragiona anche sull’inesattezza della dualità bene-male.
Nessun essere umano è buono e nessun essere umano è cattivo, tutti gli uomini agiscono, anzi reagiscono, in base agli stimoli fornitigli dalla società. Joker ne è una conseguenza e ci viene sbattuta davanti agli occhi da Todd Philips.

Il regista riesce a centrare il bersaglio più volte ma non riesce a fare l’en plein.

Le scene in cui Arthur accetta la malattia risultano ben fatte e emozionanti, soprattutto grazie ai costumi dai colori caldi che contrastano perfettamente con la fotografia gelida degli ambienti circostanti.

Joker (Arthur Fleck) interpretato da Joaquin Phoenix
Joker (Arthur Fleck) interpretato da Joaquin Phoenix

Purtroppo la resa delle scene di azione risulta leggermente patinata. Una regia più cruda (Es: camera fissa nelle scene più violente), tipica dei film europei, avrebbe giovato alla riuscita delle stesse.

Per quanto riguarda Joaquin Phoenix si può dire che ci troviamo di fronte a una performance davvero stupefacente. L’attore riesce a incarnare alla perfezione lo stato d’animo del protagonista e la proliferazione della malattia, come si evince dalle scene in cui si piega e assume una posizione ingobbita tipica dei malati di schizofrenia.
Riesce anche a trasmettere la sua incolpevolezza allo spettatore, tant’è che quest’ultimo si ritrova a familiarizzare con lui.

Tutto ciò rende Joker un buon film che ragiona non solo sulla creazione del celeberrimo super-cattivo ma amplia il discorso e lo porta a un livello superiore, quello sociale, ed è per questo che nel complesso la mia valutazione è un bel 7,5/10.

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