Noi (Us) di Jordan Peele (2019)

D?ppelgenger e umorismo politico

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?Mi son chiesto quale fosse la cosa pi? spaventosa per me e mi son risposto dicendo che sarebbe stata l?idea di vedere me stesso.? cos? il regista e sceneggiatore Jordan Peele ci spiega il perch? della scelta del tema principale che sta dietro al suo secondo film?Noi, prodotto da Monkeypaw Productions e Perfect World Pictures e distribuito dalla Universal Pictures. Peele sceglie quindi una tematica, s? gi? utilizzata prima d?ora, quella del doppio, del sosia, del d?ppelgenger, concetto ripreso spesso da Lynch o nel recente?Enemy?di Villeneuve o nel classico?La donna che visse due volte?di Hitchcock, ma ci fonda sopra un?idea senza dubbio originale ed efficace. Il regista ci d? la conferma di una delle caratteristiche principali di questo promettente cineasta, cio? quella di non realizzare film horror fini a s? stessi, o classici jumpscare-movie da incasso facile ma di creare opere che abbiano un forte impatto sociale, che dispongano quindi di una gran morale politica, come lo ? stato anche per Scappa (Get Out), suo precedente film.

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L?incipit del film riguarda un flashback negli anni ?80 in cui una bambina, dopo essere entrata nella casa degli specchi di un Luna Park, vede una copia di s? stessa, segnando per sempre la sua vita; passati degli anni, la bambina fa ritorno con marito e due figli in vacanza nello stesso luogo d?infanzia ma presto si scopre essere stata una scelta fatale, poich? una notte, dopo essere andata via la luce, la loro casa viene attaccata da quattro individui esattamente identici a loro, ma che differiscono di piccoli particolari. Si scopre successivamente che tutta la citt? ? presa d?assalto da queste copie e la situazione precipita fino ad arrivare ad un finale con sconvolgente colpo di scena.

Noi Jordan Peele

La trama di Noi prevede un momento cardine, che ? quello dell?attacco alla casa, che dar? un risvolto diverso a tutto il film: fino ad allora la regia da tranquilla e misurata diventa sempre pi? frenetica e movimentata, rendendo l?atmosfera costantemente tesa, non accennando mai a nessuna resa, riuscendo a catturare l?attenzione dello spettatore fino alla fine. Le citazioni nel film sono molteplici, da quelle solo figurative date per esempio dalla maglietta de Lo Squalo del ragazzo a quelle propriamente stilistiche per quanto riguarda la cinematografia di Romero, appropriando alle copie una dinamica s? umana ma dando comunque l?impressione di un?invasione zombie.

La trama di Noi prevede un momento cardine, che ? quello dell?attacco alla casa, che dar? un risvolto diverso a tutto il film: fino ad allora la regia da tranquilla e misurata diventa sempre pi? frenetica e movimentata, rendendo l?atmosfera costantemente tesa, non accennando mai a nessuna resa, riuscendo a catturare l?attenzione dello spettatore fino alla fine. Le citazioni nel film sono molteplici, da quelle solo figurative date per esempio dalla maglietta de Lo Squalo del ragazzo a quelle propriamente stilistiche per quanto riguarda la cinematografia di Romero, appropriando alle copie una dinamica s? umana ma dando comunque l?impressione di un?invasione zombie.

Jordan Peele crea un background molto surreale per i personaggi d?ppelgenger, non approfondito fino in fondo ma che quindi lascia un alone di mistero che lo rende quasi come figura allegorica e iconografica di un gruppo di una qualsiasi minoranza pronta a prendersi la rivalsa nel mondo. ?Chiss? come sar? stato crescere guardando il cielo, sentire il sole, il vento, gli alberi, ma la tua gente lo d? per scontato??

Lupita Nyong'o, Noi (Jordan Peele)

Con una scelta narrativa di questo tipo, il regista ci vuole dire quanto tutto quello che facciamo porti inevitabilmente ad innumerevoli conseguenze, che viviamo in un mondo che, per forza di cose, porta al benessere di un popolo e al malessere di un altro; ? ovviamente il capitalismo il grande tema fortemente criticato da Jordan Peele, i suoi meccanismi irrefrenabili e l?ipocrisia della gente che preferisce guardare da un?altra parte. Questo ? un film che su certe questioni d? poche spiegazioni ma che fornisce numerose interpretazioni, parla di politica tramite i mezzi di un film horror ma con estrema componente ironica. Jordan Peele ? nato come attore comico e la sua capacit? di conoscere i tempi delle battute o delle scene ironiche si vede eccome, in particolare nelle tante scene di umorismo e di contrappunto musicale (musica allegra in contrasto a delle scene drammatiche), che vengono dosate bene a forti momenti di pathos che rendono l?atmosfera costantemente inquietante. Il clima di tensione ? sicuramente dato, oltre che dalla regia, anche dal reparto attori, in particolare femminile, in cui troviamo una straordinaria Lupita Nyong’o (premio Oscar per 12 Anni Schiavo), impegnata magistralmente ad un doppio ruolo come per Elisabeth Moss (gi? molto brava nella serie The Handmaid?s Tale); merito d?onore per i due ragazzi Evan Alex e Shahadi Wright Joseph e per Winston Duke (gi? noto per Black Panther).

Ci ritroviamo quindi davanti ad un gran film, che ha avuto il suo successo nonostante alcune critiche per il finale che a certi ha fatto storcere il naso ad un primo impatto, dato l?influsso e il ribaltamento che d? a tutto il film, ma ripensandoci e magari con una seconda visione ci si pu? rendere conto che in realt? ? coerente col significato del film e risolve anche alcune questioni che vengono spiegate solo grazie ad esso.

Recensione scritta dal nostro amico Federico Angiolini su instagram @Fede.2798

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